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La Scarzuola

La "Città Ideale" di Tomaso Buzzi


La Scarzuola

Tra le colline dell'Umbria, a poca distanza da Perugia, si nasconde la Scarzuola, un posto unico, una città con templi in cui mai nessuno ha pregato e teatri in cui non è mai risuonata la voce degli attori. La sua architettura è classica, il materiale di costruzione il tufo. Eppure è un'opera recente, realizzata a partire dalla metà del '900. Un luogo surreale, misterioso, frutto dell'estro dell'architetto milanese Tomaso Buzzi che, nel comune di Montegabbione in provincia di Terni, volle costruire la sua “città ideale”. Dopo la sua morte, la costruzione della Scarzuola fu portata avanti da Marco Solari, pronipote e allievo di Buzzi.

Una città fuori dallo spazio e dal tempo il cui fascino è potenziato dai racconti della tradizione: sembra che proprio in questa località, infatti, san Francesco d'Assisi piantò una rosa e una pianta d'alloro da cui, miracolosamente, sgorgò una fonte. In questo punto costruì così una capanna, utilizzando una pianta palustre di nome “scarza”.

Foto: www.regioneumbria.eu

La Scarzuola

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Tra le colline dell'Umbria, a poca distanza da Perugia, si nasconde la Scarzuola, un posto unico, una città con templi in cui mai nessuno ha pregato e teatri in cui non è mai risuonata la voce degli attori. La sua architettura è classica, il materiale di costruzione il tufo. Eppure è un'opera recente, realizzata a partire dalla metà del '900. Un luogo surreale, misterioso, frutto dell'estro dell'architetto milanese Tomaso Buzzi che, nel comune di Montegabbione in provincia di Terni, volle costruire la sua “città ideale”. Dopo la sua morte, la costruzione della Scarzuola fu portata avanti da Marco Solari, pronipote e allievo di Buzzi.

Una città fuori dallo spazio e dal tempo il cui fascino è potenziato dai racconti della tradizione: sembra che proprio in questa località, infatti, san Francesco d'Assisi piantò una rosa e una pianta d'alloro da cui, miracolosamente, sgorgò una fonte. In questo punto costruì così una capanna, utilizzando una pianta palustre di nome “scarza”.

Foto: www.regioneumbria.eu

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Tra le colline dell'Umbria, a poca distanza da Perugia, si nasconde la Scarzuola, un posto unico, una città con templi in cui mai nessuno ha pregato e teatri in cui non è mai risuonata la voce degli attori. La sua architettura è classica, il materiale di costruzione il tufo. Eppure è un'opera recente, realizzata a partire dalla metà del '900. Un luogo surreale, misterioso, frutto dell'estro dell'architetto milanese Tomaso Buzzi che, nel comune di Montegabbione in provincia di Terni, volle costruire la sua “città ideale”. Dopo la sua morte, la costruzione della Scarzuola fu portata avanti da Marco Solari, pronipote e allievo di Buzzi.

Una città fuori dallo spazio e dal tempo il cui fascino è potenziato dai racconti della tradizione: sembra che proprio in questa località, infatti, san Francesco d'Assisi piantò una rosa e una pianta d'alloro da cui, miracolosamente, sgorgò una fonte. In questo punto costruì così una capanna, utilizzando una pianta palustre di nome “scarza”.

Foto: www.regioneumbria.eu

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Tra le colline dell'Umbria, a poca distanza da Perugia, si nasconde la Scarzuola, un posto unico, una città con templi in cui mai nessuno ha pregato e teatri in cui non è mai risuonata la voce degli attori. La sua architettura è classica, il materiale di costruzione il tufo. Eppure è un'opera recente, realizzata a partire dalla metà del '900. Un luogo surreale, misterioso, frutto dell'estro dell'architetto milanese Tomaso Buzzi che, nel comune di Montegabbione in provincia di Terni, volle costruire la sua “città ideale”. Dopo la sua morte, la costruzione della Scarzuola fu portata avanti da Marco Solari, pronipote e allievo di Buzzi.

Una città fuori dallo spazio e dal tempo il cui fascino è potenziato dai racconti della tradizione: sembra che proprio in questa località, infatti, san Francesco d'Assisi piantò una rosa e una pianta d'alloro da cui, miracolosamente, sgorgò una fonte. In questo punto costruì così una capanna, utilizzando una pianta palustre di nome “scarza”.

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