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Il Pozzo di San Patrizio


Il Pozzo di San Patrizio

Il Pozzo di San Patrizio di Orvieto è una grande opera di ingegneria di Antonio da Sangallo, commissionata dal papa Clemente VII nella prima metà del 1500 per garantire l’approvvigionamento di acqua in caso di assedio della città.

Inizialmente denominato "Pozzo della Rocca" per la sua prossimità alla rocca Albornoz, nella seconda metà del Settecento prese il nome di "Pozzo di San Patrizio", in analogia con la cavità sotterranea presso cui il santo irlandese era solito raccogliersi in preghiera e dove, secondo la leggenda, gli increduli che si fossero avventurati fino a raggiungere il fondo avrebbero ottenuto la remissione dei peccati e l'accesso al Paradiso.

Il pozzo, con i suoi 248 scalini che prendono luce da 72 finestroni illuminati da un lucernario, è un’opera tanto suggestiva quanto geniale, basata su una doppia scala di forma elicoidale a senso unico con rampe totalmente autonome, a cui si accede da due porte diametralmente opposte per consentire il trasporto dell’acqua con gli asini senza che questi potessero ostacolarsi tra loro.

Foto: www.umbriatourism.it

Il Pozzo di San Patrizio

Il Pozzo di San Patrizio

Il Pozzo di San Patrizio di Orvieto è una grande opera di ingegneria di Antonio da Sangallo, commissionata dal papa Clemente VII nella prima metà del 1500 per garantire l’approvvigionamento di acqua in caso di assedio della città.

Inizialmente denominato "Pozzo della Rocca" per la sua prossimità alla rocca Albornoz, nella seconda metà del Settecento prese il nome di "Pozzo di San Patrizio", in analogia con la cavità sotterranea presso cui il santo irlandese era solito raccogliersi in preghiera e dove, secondo la leggenda, gli increduli che si fossero avventurati fino a raggiungere il fondo avrebbero ottenuto la remissione dei peccati e l'accesso al Paradiso.

Il pozzo, con i suoi 248 scalini che prendono luce da 72 finestroni illuminati da un lucernario, è un’opera tanto suggestiva quanto geniale, basata su una doppia scala di forma elicoidale a senso unico con rampe totalmente autonome, a cui si accede da due porte diametralmente opposte per consentire il trasporto dell’acqua con gli asini senza che questi potessero ostacolarsi tra loro.

Foto: www.umbriatourism.it

Il Pozzo di San Patrizio

Il Pozzo di San Patrizio di Orvieto è una grande opera di ingegneria di Antonio da Sangallo, commissionata dal papa Clemente VII nella prima metà del 1500 per garantire l’approvvigionamento di acqua in caso di assedio della città.

Inizialmente denominato "Pozzo della Rocca" per la sua prossimità alla rocca Albornoz, nella seconda metà del Settecento prese il nome di "Pozzo di San Patrizio", in analogia con la cavità sotterranea presso cui il santo irlandese era solito raccogliersi in preghiera e dove, secondo la leggenda, gli increduli che si fossero avventurati fino a raggiungere il fondo avrebbero ottenuto la remissione dei peccati e l'accesso al Paradiso.

Il pozzo, con i suoi 248 scalini che prendono luce da 72 finestroni illuminati da un lucernario, è un’opera tanto suggestiva quanto geniale, basata su una doppia scala di forma elicoidale a senso unico con rampe totalmente autonome, a cui si accede da due porte diametralmente opposte per consentire il trasporto dell’acqua con gli asini senza che questi potessero ostacolarsi tra loro.

Foto: www.umbriatourism.it

Il Pozzo di San Patrizio

Il Pozzo di San Patrizio

Il Pozzo di San Patrizio di Orvieto è una grande opera di ingegneria di Antonio da Sangallo, commissionata dal papa Clemente VII nella prima metà del 1500 per garantire l’approvvigionamento di acqua in caso di assedio della città.

Inizialmente denominato "Pozzo della Rocca" per la sua prossimità alla rocca Albornoz, nella seconda metà del Settecento prese il nome di "Pozzo di San Patrizio", in analogia con la cavità sotterranea presso cui il santo irlandese era solito raccogliersi in preghiera e dove, secondo la leggenda, gli increduli che si fossero avventurati fino a raggiungere il fondo avrebbero ottenuto la remissione dei peccati e l'accesso al Paradiso.

Il pozzo, con i suoi 248 scalini che prendono luce da 72 finestroni illuminati da un lucernario, è un’opera tanto suggestiva quanto geniale, basata su una doppia scala di forma elicoidale a senso unico con rampe totalmente autonome, a cui si accede da due porte diametralmente opposte per consentire il trasporto dell’acqua con gli asini senza che questi potessero ostacolarsi tra loro.

Foto: www.umbriatourism.it